Cuore d' Abruzzo

In quale altra regione d'Italia si sommano lo splendore delle nevi appenniniche e il blu dell'Adriatico? L'Abruzzo riunisce tutte le caratteristiche più belle del paesaggio italiano. E così le ferrovie che l'attraversano, linee locali di montagna, linee principali in riva al mare, piccole concesse sperdute nelle valli. Un panorama ferroviario difficilmente condensabile in poche righe.

Il sistema ferroviario della regione è costituito da 2 linee principali: la dorsale adriatica fra le stazioni di S.Benedetto del Tronto e Vasto e la linea da Pescara per Roma fino alla stazioncina di Carsoli. Entrambe le linee sono a binario unico, ma per la prima i lavori di raddoppio e potenziamento sono quasi giunti al termine. Alcune tratte di interesse locale si staccano dalle due linee sopraddette: la Giulianova - Teramo, la Sulmona - Castel di Sangro, la Avezzano - Sora e la Sulmona - L'Aquila. In più esiste l'operatore regionale FAS - Sangritana che, dopo un'evoluzione nei servizi operata in questi ultimi anni, gestisce le linee concesse Marina S.Vito - Lanciano - Castel di Sangro, Ortona - Caldari e Torino di Sangro - FIAT Sevel, queste ultime due solo per servizio merci.

Anche qui negli anni '50 e '60 calò la scure della scelleratezza politica e furono chiuse le linee Pescara - Penne (scart.950mm, trazione elettrica, gestita dalla FAA), Chieti - Chieti scalo (scart.950mm, trazione elettrica, gestita dalla FAA), Ortona - Crocetta e Archi - Atessa (scart.1435mm, trazione elettrica, sempre FAA) e L'Aquila - Capitignano (scart.950mm, trazione a vapore, chiusa già negli anni '30). La stessa linea della FAA/FAS Sangritana è una ricostruzione post-bellica della vecchia tratta a 950mm attuata negli anni '50. Fatta però con tali caratteristiche da porre in serio dubbio la capacità futura di adattarsi alle mutate esigenze delle zone che attraversa e quindi, già da oggi, a rischio di chiusura. Di fatto - con sole 2 coppie giornaliere per 86 km di percorso - il servizio reso è più catalogabile come turistico; mentre nella tratta da Lanciano al mare il traffico è molto più vivace e presto beneficerà della nuova linea attualmente in costruzione.

Sulla linea costiera Trenitalia fa viaggiare InterCity ed Eurostar con ETR.450, oltre a numerosi locali fino a pochi anni fa in carico alle E.424 tradizionali. I merci traggono il loro traffico dagli stabilimenti automobilistici della SEVEL e, più a sud, della FIAT di Menfi, oltrechè dal traffico portuale di Pescara, Ortona e Vasto. Fra Pescara e la capitale invece sono gli interregionali a farla da padrone - al traino di E.656 dell'ultima generazione - affiancati da alcune coppie di Intercity in carico ad ETR.450, fino a poco tempo fa espletati dalle mitiche ALe.601 o dagli ETR.220/240. Nella tratta Chieti - Pescara ci sono inoltre numerose coppie del servizio metropolitano regionale che si estende in maniera articolata anche fra Giulianova/Teramo e Lanciano. I mezzi qui utilizzati sono ALn.668 FS, ALn.776 FAA e ALe FAA. Sulla breve linea di Teramo il traffico locale è tutto a carico di automotrici - prima ALn.668.1400 ora 3300 - e il traffico merci si mantiene discreto grazie essenzialmente al carrellamento di carri alla stazione di Teramo. Nell'entroterra invece la situazione è meno rosea: sulla bellissima tratta appenninica della Maiella poche sono le coppie di automotrici e il traffico merci è più che altro una rarità, la linea che porta a L'Aquila invece presenta numerosi treni, sempre e solo ALn, ma di merci non se ne parla: sono tutti concentrati verso la parte nord della linea, al di fuori della regione. La Avezzano - Sora è probabilmente uno degli ultimi luoghi dove prestano servizio le ALn.668.1400, che disimpegnano i pochi servizi passeggeri verso il Lazio. In questo rapido quadro risulta chiaro che la mobilità è concentrata nelle aree urbane e/o costiere e le linee paesaggisticamente più belle - ma anche più a rischio - sono quelle che detengono i primati quanto a treni che viaggiano quasi vuoti.

La risorsa "turismo" è già stata sfruttata, e lo è ancora, dalla Sangritana con l'iniziativa "treno della valle", un convoglio variopinto che viaggia lungo la valle del Sangro facendo tappa in varie località per degustazioni e visite a monumenti. La stessa Sangritana comprò anni fa un convoglio dalla FAV (Ferrovia Alta Valtellina) composto da una loco a vapore T3 e due carrozzette a 2 assi e terrazzini, con l'intenzione di rimetterlo in ordine di marcia e sviluppare quindi il concetto di servizio turistico. Ma quello stesso treno è ancora ricoverato, non restaurato, nella rimessa di castel di Sangro.... Fotograficamente le linee che più si prestano a scatti spettacolari sono...tutte: sulla costa gli scorci con il mare a fianco dei convogli non si contano, fra i monti gli scenari - innevati o meno - sono spettacolari, anche se per conquistare qualche bella foto bisogna scarpinare e sudare abbastanza. Da segnalare l'atmosfera retrò che si respira in casa FAA, dove i treni corrono (...) su rotaie scalcinate e leggere, sostano in stazioni sperdute fra le colline e le forre, si fermano ai segnali ad ala che ancora costellano questa linea dal fascino ineguagliato.

Costruita nei primi anni del '900 a scartamento ridotto italiano, ha visto la trazione a vapore delle mallet sostituita negli anni '20 dalla trazione elettrica. La rete raggiunse la sua massima configurazione negli anni '10 e la mantenne fino al 1980. La guerra si scatenò aspra e le distruzioni furono ingenti. La società pensò di adeguare la preesistente rete a scartamento ridotto alle necessità dei traffici e ricostruì così negli anni '50 le sue linee con scartamento normale, ma con raggi di curvatura uguali agli originali... Le vecchie mallet erano già migrate da qui verso le FCL o sulla linea di Montepulciano, mentre i locomotori elettrici del 1924 vennero adeguati al nuovo scartamento. Tranne 2 che sono ora sulla FGC, dei due la 29 è ancora ampiamente usata per treni turistici. Le originarie elettromotrici - dello stesso disegno Carminati & Toselli di tante altre concesse italiane - furono invece traslocate sulla Pescara - Penne e sulla P.to S.Giorgio - Fermo - Amandola, ferrovia marchigiana sempre gestita dalla FAA. Arrivarono le elettromotrici Stanga/TIBB che presero in carico tutti i servizi passeggeri da allora fino ad oggi. Solo 4 loco rimasero ad assicurare il traffico merci sempre più esiguo. Nel 1985 la tensione di linea venne elevata a 3000Vcc rispetto alla precedente di 2400Vcc. Le loco furono così accantonate e rimangono tuttora in buone condizioni a Crocetta e Castelfrentano. Per fronteggiare punte di traffico la società acquisì i mezzi della cessata FVV (Ferrovia Voghera Varzi) nel 1970. Alcune elettromotrici e rimorchi e un locomotore simili a quelli originali entrarono in servizio. La ABD.22 di foggia moderna bruciò alla fine degli anni '80. Le altre motrici - con qualche modifica esterna - hanno proseguito l'esercizio fino al 1984. Ora sono tutte demotorizzate e usate come carrozze per il treno della valle. Altri rimorchi e locomotori sono invece accantonati fra i rovi sulla ex-linea per Ortona a Crocetta, frattanto chiusa nel 1980. Nel 1979 fu invece la volta della Archi - Atessa. Sebbene la ferrovia abbia proseguito fra sospensioni parziali e smottamenti vari fino al 1990, è solo nel 1993 che cominciano le note positive, con il rilancio del traffico merci .

Questo permette di recuperare la tratta Ortona - Caldari e istituire tradotte al traino di D.343 nel frattempo acquistati usati dalle FS. La società - dopo una prova con ALn.668.1400 FS - acquista anche alcune automotrici dalla MUA/FCU con l'obiettivo di acquisire i servizi metropolitani fra Pescara e il suo comprensorio. Siamo ai giorni nostri: due treni di motrice e rimorchio vengono ricostruiti con nuove cabine e nuovo schema di coloritura dalla FERVET e posti in servizio fra Pescara e Lanciano. La gestione anche del raccordo di Torino di Sangro - in precedenza privata - porta nuove prospettive nello sviluppo della FAA/FAS.

Altre peculiarità ferroviarie in Abruzzo riguardano la linea di Avezzano dove, per aggirare un dislivello considerevole fra le stazioni di Cupone e Capistrello, si trova uno splendido elicoidale che mette a dura prova i motori diesel delle automotrici la in servizio. La linea fra Pescara e la capitale porta ancora qua e là le tracce di quello che fu l'esperimento della corrente trifase ad alta frequenza; si possono infatti ancora vedere in piena linea e negli scali di alcune stazioni i vecchi pali tipo B che reggevano il bifilare, ora riadattati alla continua 3000V.

Questa tratta - in particolare quella che ricade alla gestione di Sulmona - è veramente spettacolare, offrendo scorci e panorami mozzafiato ai viaggiatori che la percorrono. Fra i fotografi la stazione di Goriano-Sicoli rappresenta ben più che una semplice fermata sperduta fra i monti. Essendo la zona paesaggisticamente particolare, anche la linea Sulmona - Castel di Sangro presenta scorci di elevata bellezza, che  adeguatamente sfruttati porterebbero un cospicuo traffico turistico su di una linea che per vocazione è già turistica di per se. Da Sulmona la linea si arrampica senza un attimo di pausa fino a Cansano (stazione soppressa) per proseguire sempre in aspra salita fino al crinale di Campo di Giove - rinomata stazione sciistica - e raggiungere poi, dopo altre rampe e gallerie, la stazione di Castel di Sangro.

Questa linea presenta peculiarità che la rendono unica: costruita a fine '800 utilizzando una ferrovia cantiere a cremagliera appositamente impiantata (della quale restano abbondanti tracce fra i boschi) raggiunge a Rivisondoli l'altitudine più elevata di tutta la rete ferroviaria italiana (escluso il Brennero). D'inverno la battaglia contro la neve e le bufere per mantenere regolare l'esercizio si fa aspra: è qui che fino a pochi anni fa trovavano regolare utilizzo i Vnx ricavati dalle loco trifasi E.550. Sulmona deposito è sede della maggior parte del gruppo di ALn.668.3300, nonchè di 2 ALn.773 storiche. Per particolarità fa spicco anche la linea dell' Aquila, che sale fino alla Sella di Corno con rampe che ai tempi del vapore erano la croce dei macchinisti al lavoro sulle 471 "forni crematori".

Una regione, un mondo. La Maiella e l'Adriatico. Contrasti riflessi nei treni di questa regione, che merita veramente di essere scoperta metro per metro.