DIESEL  FS  SULLE  CONCESSE

Le ferrovie concesse italiane fino a pochi anni fa si sono sempre rivolte al mercato estero in cerca di locomotori e materiale rotabile da acquistare usato. In alcuni casi - a partire dal 1988 - società italiane hanno preferito recuperare mezzi di trazione giocando in casa, comprando quasi esclusivamente loco diesel in via di alienazione dalle FS. Si è così arrivati ad avere la possibilità di ammirare in servizio mezzi come i D.341, che sulla rete nazionale sono ormai un bel ricordo, in livree inusitate e in condizioni meccaniche un pò "sofferte". Ciò nonostante i servizi loro assegnati sono svolti con regolarità, eccetto in quei casi (FCU, FUC) dove è il servizio merci vero e proprio ad essere in discussione.

La prima società italiana a comprare loco FS fu nel 1988 la SATTI - FTC di Torino. Le prime "pellegrine" furono le D.341.2016, 2021, 2026 e 2028. A causa dei lavori di rielettrificazione e riqualificazione intrapresi dalla società torinese sulla linea per Lanzo/Ceres, fu necessario ricercare mezzi adatti a svolgere un intenso servizio passeggeri con composizioni di 4/5 carrozze e ci si rivolse quindi alle suddette unità. Dopo un periodo di noleggio iniziale, furono acquistate definitivamente e hanno svolto servizio regolare in livrea originale e con marcature originali fino al 1992. Fino al 1996 era ancora possibile assistere alle manovre in stazione Torino Dora eseguite dalla .., l'ultima rimasta in ordine di servizio, ben presto accantonata. I servizi a loro carico sono stati poi rilevati dalle E.626 sempre ex FS. Nel 1989 fu invece la mitica LFI di Arezzo a comprare 2 D.341 - le 1041 e 1063 - seguite nel 1990 dalla 1051 usata per pezzi di ricambio.

Giunte nel deposito aretino, le due diesel atte al servizio furono attrezzate con telecomando per carrozze pilota e ridipinte in nero e rosso, alla maniera delle vecchie loco elettriche FS. Sono state regolarmente utilizzate in testa ai pesanti merci sulla linea del Casentino e alle tradotte sulla breve tratta Arezzo-S.Giuliano, raramente anche in doppia. La 1041 è stata accantonata nel corso del 2000. Solo la 1063 quindi sopravvive a rappresentare questa "aliena nera" sui binari toscani. Nel 1990 viene il boom di acquisti per questa classe di loco, poichè ben 7 unità finirono sui binari della FBP e della FCU. A Bologna andarono le 1019 e 1020; la prima utilizzata per pezzi di ricambio, la seconda riclassificata 341 DE.501 e ricolorata in rosso e nero, come le precedenti DE.424 della SV. Fino al 1993 quest'unità è stata impegnata con gli sporadici merci per Budrio, poi è stata scambiata con un altro mezzo con la consorella udinese FUC, già della gloriosa famiglia SV. Qui ha conosciuto fortune alterne, come lo stesso traffico merci sulla breve linea. Nel 1995 e fino al 1997 l'interporto di Moimacco ha funzionato come da progetti a pieno ritmo e la nostra loco ha avuto il suo bel daffare con treni merci lunghissimi e di peso anche oltre le prestazioni. Poi - seconda la ben nota intelligente politica della regione Friuli - tutto è scemato e attualmente nessun servizio regolare vede assegnata la 341 rossa.

Le altre 5 unità sono invece andate sulla linea umbra FCU, alla testa di pesanti merci di carbone per la centrale elettrica di Bastardo, vicino alla stazione di Marsciano. Le unità 1022, 1029, 1039, 1042 e 1049 sono rimaste nei colori originali, come la 1066 giunta ad Umbertide nel 1993, ultima di questo gruppo ad essere acquistata usata. Il servizio era all'inizio esclusivamente notturno e prevedeva corse fra Perugia P.S.G. e Marsciano, dove poi i container porta-carbone venivano prelevati da camion e quindi scaricati all'interno della centrale. Questo traffico è quasi completamente cessato per cui alle nostre unità - nel frattempo variamente cannibalizzate e accantonate - ora non resta che il raccoglitore quasi giornaliero che viaggia da Todi a Sansepolcro. Solo due dovrebbero essere le unità rimaste in servizio sulla FCU.

Sebbene non siano concesse, val la pena ricordare le unità finite al terminale HUPAC a Busto Arsizio e quelle ora impiegate coi treni cantiere in lungo e in largo per la penisola. Gruppo successivo di interesse per il mercato dell'usato è stato quello delle D.343. 11 sono le macchine che dal 1990 hanno salutato i binari FS. Le prime sono state le D.343.1001, 1005, 1021 comprate dalle FSE che già ne avevano altri esemplari a noleggio. Nel 1992 le hanno seguite le 1015, 1027 e 1039. Cosicchè sulla rete pugliese ci sono ben 6 D.343 in regolare servizio - merci e passeggeri - da Bari al capo. Tutte hanno mantenuto la livrea originale, ma sono state private dello scudetto FS frontale e riclassificate secondo lo schema FSE: BB.164, 165, 166, 167, 168 e 169 rispettivamente. Sono tutte in regolare servizio. Sempre nel 1990, dopo anni di noleggio di moltissime altre macchine dello stesso gruppo, la SNFT compra un'unità - la ex D.343.1034 - che utilizza regolarmente a fianco delle doppie di Cne con i pesanti merci di metallo per la valle Camonica. Tale loco è rimasta nei colori FS fino al 1994, quando a seguito di una revisione viene ricolorata in arancio/nero, i colori societari. Ma le cose vanno per le lunghe (!!): il motore inviato a Rimini per la revisione non torna, così la loco rimane un guscio vuoto in rimessa per ben 5 (!!!) anni. Nel 1999 il motore arriva, ma fra motorizzazione e altre amenità burocratiche, la loco è ancora ferma dentro il deposito di Iseo.

Nel 1991 è la FAA - Sangritana ad aquistare 3 unità di questo gruppo: le 1003, 1014 e 1038. La prima è solo per pezzi di ricambio, le altre vanno a trainare le tradotte di carri porta-auto sulla linea che da Torino di Sangro va allo stabilimento FIAT-SEVEL. La 1014 - ora 343 D.29 - è ancora nei colori FS senza scudetti FS sui frontali, la 1038 - 343 D.28 - viene riverniciata nei colori grigio/verde della FAA. Quando nel 1997 viene riaperta la breve tratta Ortona - Caldari per il traffico merci, questa unità viene spedita lì ad effettuare le tradotte ma, nel 1999, durante una manovra, la loco "perde i freni" e si avventura per i 7 km della linea - senza per fortuna travolgere nessuno - e va a schiantarsi alla curva prima di Ortona Città. Ora giace sotto sequestro e sotto un telone nella ex stazione FAA di Ortona Città. Al posto di questa macchina ormai perduta, la FAA si rivolge alla Transminter per acquistare l'unità da loro posseduta dal 1995. E' la ex D.343.1010, ora colorata in giallo/verde/argento. Ha prestato servizio sul raccordo di Menfi per gli stabilimenti FIAT fino all'acquisto della Sangritana, che ora la impiega quotidianamente sui treni per Caldari, alternata alla diesel D.27.

Prossimi acquisti? Si può logicamente prevedere saranno altre unità del gruppo 343, o in futuro D.443 e D.345. Sebbene siano infatti unità relativamente recenti, le elettrificazioni continuano ad avanzare e il ritmo di revisione delle sole officine di Rimini è troppo lento per stare dietro ai bisogni di tutta la rete, per cui già aumentano gli accantonamenti di macchine di questi gruppi - soprattutto al sud - dimezzando la quantità di macchine diesel effettivamente  atte. Al contrario le officine private a cui si appoggiano alcune concesse non hanno questi problemi, per cui possiamo presumere - al di là della convenienza economica - che le macchine FS acquistate usate possano aumentare.