"Duemilaequattro"

Questa era l'abbreviazione più usata da ferrovieri e da appassionati per appellare queste automotrici. Un gruppo di poche unità (40), concepite come risposta alla monopolizzazione incessante del mercato delle automotrici da parte della FIAT. La Breda, infatti, fino ad ora impegnata in ben altre produzioni - ALn.448/460 TEE, ALn.880 e loco diesel di vario tipo - si volle affacciare nel 1959 alla novità dell'automotrice con intercomunicazione studiata per servizi locali e costruì questi mezzi che rappresentarono anche le ultime ALn - dopo centinaia di littorine - costruite dalla storica fabbrica milanese.

Le 2400 sono sempre rimaste confinate ai servizi locali, soprattutto sulle linee facenti capo a Novara e Asti, conoscendo breve lustro con alcuni servizi diretti quali il Biella-Milano, il Milano-Asti e il Genova-Biella. Una vita vissuta di nascosto, fra i campi e le risaie, con una tranquilla routine di servizi a breve raggio e dalle frequenti fermate. Fino al 1994, quando l'ultima unità in servizio per Varallo S. si guasta all'improvviso cancellando di colpo i 35 anni di umile servizio. Nonostante si pensasse che la riqualificazione che le unità subirono nel 1992 le potesse mantenere in servizio ancora per un pò.

Quando le FS chiusero parecchie linee secondarie in Piemonte per la loro ricostruzione - che a molti parse come una condanna... - le nostre ALn rimasero senza lavoro e furono perciò rinchiuse nei depositi di Asti e Novara dove furono revisionate le casse e i motori. Bisogna dire che comunque, dopo poco tempo, i segni dell'età si fecero risentire: il cambio Wilson qualche volta dava noie, le marmitte riflettevano nel rumore la salute affaticata dei motori. Ma il fascino di queste unità così insolite - un connubio fra le 668 di serie e soluzioni tecniche di altre epoche - rimane inalterato, ancor più oggi che non se n'è salvata nemmeno una. Complice l'amianto infatti, le 2400 sono state accantonate prima a Biella, poi a Novara Boschetto e quindi demolite in fretta e in silenzio. Persino un'alluvione venne a minacciarle nel 1994, quando ad Asti il deposito - e le sue ospiti - venne invaso dal fango.

Da allora le ultime unità della serie, che erano assegnate a quel deposito - diverse dalle prime per avere il mantice riparato dai portelloni frontali - sono rimaste quasi tutte ferme. Un legame rimasto univoco per almeno 30 anni si è rotto: le risaie e le 2400. Quando fra noi appassionati si diceva "andiamo a fare le 2400" era chiaro che si andava in Lomellina o nel novarese. Se fosse stato possibile essere più lungimiranti, si sarebbe potuto salvare qualche esemplare di questa serie che, riportato nei colori originali anni '60 "beige e verde lichene", avrebbe fatto la sua figura su qualche ferrovia turistica. Ma tant'è... Teniamoci i ricordi di questi mezzi e qualche scatto!