RACCORDI GENOVESI

ge.jpg (237482 byte)

Genova, con la sua difficile situazione geografica, ha sempre esercitato in me un fascino particolare - ferroviariamente parlando. Era da tempo che pensavo ad un viaggio nella zona urbana genovese, con i suoi molti raccordi e la fitta ragnatela di linee delle quali molte rimangono per me ancora difficili da distinguere. Il mio interesse era più che altro catturato da quei raccordi industriali o di servizio che vedono pochi treni al giorno, una realtà quindi difficile da documentare, soprattutto per uno che non è del posto. Dopo aver raccolto una quantità di informazioni sufficiente (e non è comunque bastata!), sono partito alla volta della stazione di Genova Bolzaneto, dove ero stato istruito sulle manovre lungo la linea diesel per Trasta e Campi Z.I..

Nel piazzale della stazione - situata lungo la bellissima linea dei Giovi - sono parcheggiati alcuni automotori (foto 1) gruppo 216 e un D.145, utilizzato proprio su questo raccordo. Alcune carrozze di vari tipi vengono parcheggiate nello scalo, convogliate qui da vari impianti per poi essere avviate alla revisione, effettuata dalla squadra rialzo di Trasta. Sapevo dell'effettuazione della tradotta in orari mattinali, intorno alle 11.00, invece il dirigente mi spiega che oggi verrà effettuata verso le 14.00, a causa del guasto del D.145 lì parcheggiato e della conseguente attesa di un 245 libero dal vicino deposito di Rivarolo. Deciso a rimanere in zona comunque mi sono recato verso il porto, località della quale mi ricordavo tutte quelle bellissime foto anni'60-'80 di loco diesel e/o vapore in carico alla IMA o alla Impresa Lagorara. Nella zona della sopraelevata ho notato uno scalo elettrificato con catenaria anni' 40 con moltissimi carri parcheggiati, ma nessuna attività. Ma fra loro ecco risplendere un colore arancione di una strana loco diesel da manovra!

Cercando di accedere allo scalo per fotografarla, noto che tutti i binari sono al di là della barriera doganale, con un varco guardato a vista da un giovane finanziere. Indossata la mia proverbiale faccia tosta, eccomi a chiedere al militare la possibilità di scattare foto là dentro. Dopo qualche telefonata a superiori, il permesso mi viene concesso e inizio ad aggirarmi nello scalo, dove trovo la modernissima loco della FerPort (FP!!) marcata 1058-xxxx (foto 5). Molti i raccordi che svaniscono dietro a pile e pile di container, ma nessun treno in movimento. Questo fascio di binari è al servizio dell'imponente Darsena Messina, gestita dall'omonima società di trasporti intermodali. Lascio la zona e mi avventuro alla ricerca della linea che porta quesi treni all'imbarco. Dalla radice dello scalo parte una linea a doppio binario elettrificato che attraversa un grande viale e passa davanti ad un nuovissimo centro commerciale. Superato un PL la linea si biforca: a sinistra un binario singolo non elettrificato e annegato nell'asfalto porta i treni all'ingresso imponente della darsena vera e propria, a destra i due binari elettrificati curvano decisamente verso nord e sottopassano la linea Genova-Savona nel punto esatto dove questa scavalca il torrente Polcevera con un bel ponte metallico. In questo stesso punto le due linee sono sovrastate e scavalcate da un altro enorme ponte metallico, appartenente alla linea costruita negli anni '30 ma mai completata della quale sono visibili molti altri resti in giro per la città.

Mentre attendo l'effettuazione di qualche treno visito il terminal della Messina, dove noto che lunghe teorie di carri sono manovrate da loco uguali a quella già vista e da 2 strani mezzi strada-rotaia dotati di respingenti. Dopo una ventina di minuti - verso le 11.00 - un treno di carri carichi lascia la darsena Messina e si dirige verso lo scalo visto prima, impiegando un buon quarto d'ora per liberare i PL della  strada che conduce al porto, con gran gioia degli automobilisti (foto 6). Il convoglio ha poi iniziato a manovrare nello scalo, mentre un ragazzo della Messina incaricato della manovra mi nota e mi spiega che dopo questi movimenti deve arrivare una tradotta dallo scalo di Sampierdarena e dalla linea a due binari vista prima. La trazione è assicurata dai D.145, anche se appena qualche giorno prima a causa di un guasto i treni erano trainati da E.636 (!!). Il treno giunge nello scalo e manovra per un pò, ritornando verso lo scalo FS appena 20 minuti dopo, percorrendo quella che viene chiamata linea "sommergibile", a causa delle piene del Polcevera che la inondano e la ricoprono... (foto 7). Sempre il manovratore mi racconta che la società FerPort gestisce questi raccordi, la zona portuale della Lanterna (dove si sbarca il carbone) e la zona intermodale del nuovo porto di Voltri. I mezzi in tutti gli scali sono gli stessi, eccetto per una locomotiva più grossa e più anziana utilizzata raramente a Voltri.

Interessato da questa loco mi avvio quindi verso Voltri, dove trovo una realtà portuale in piena espansione, con piazzali ancora provvisori, molti merci FS fermi nello scalo e il raccordo per la zona container dove al momento non era effettuata nessuna manovra. La loco descritta dal ragazzo era ferma su un tronchino appena fuori dallo scalo (foto9), mentre un'altra più vecchia ancora - una Henschel battezzata con lettere adesive "Carlotta" - sosta all'interno del recinto (foto10). Tornato verso Genova ho cercato in ogni modo di fotografare alcune delle imponenti loco diesel di costruzione USA che manovrano nella enorme ferriera ILVA di Cornigliano, nella quale esiste una rete di binari e raccordi fittissima ed estesa nelle varie sedi operative del complesso. L'unico punto accettabile per catturare l'azione di questi convogli senza entrare nel terreno privato dell'ILVA è la stazione FS di Cornigliano. Essendo situata ad un piano più elevato rispetto al piazzale dell'acciaieria, la situazione può essere facilmente osservata e fotografata, nonostante i raccordi più interessanti e fotogienici siano da tutt'altra parte (foto8).

Fra raccordi e manovre stava per giungere l'ora adatta alla tradotta per la quale mi ero mosso fino a qui, per cui mi sono rapidamente spostato verso Bolzaneto ad attendere gli eventi. Da Rivarolo giunge finalmente un 245 unificato con a bordo i manovratori e si parcheggia sul binario 3 della stazione, pronto ad agganciare le carrozze ferme nello scalo. Precedo quindi il treno e mi apposto nello scalo di Trasta. Il treno si fa sentire da lontano, fischiando a più non posso nei pressi di alcuni PL. La linea è affiancata a quella dei Giovi da Bolzaneto per circa un kilometro, poi devia sulla destra attraversando il Polcevera con un ponte in muratura a binario singolo - usato quindi solo per un paio di treni al giorno - e raggiunge dopo un PL lo scalo di Trasta. Qui ero appostato e l'ho fotografato (foto4). Trasta è una stazione vera e propria, con fabbricato, marciapiedi e illuminazione dove vengono parcheggiati anche i carri che molto raramente vengono inoltrati lungo il raccordo per Campi Z.I., che affianca il Polcevera sulla riva opposta a quella della linea dei Giovi e che serve l'Ansaldo e alcune altre ditte raccordate. Il 245 inverte direzione manovrando intorno alle carrozze e si avvia su di un'altra breve linea che porta alla Squadra Rialzo.

Questo binario ha dell'incredibile: dopo un corto tratto in sede propria i manovratori scendono e aprono un vecchio cancello metallico che libera l'accesso al treno su una stretta via cittadina dove circolano tranquillamente auto, pedoni e anche autobus di linea dell'AMT! In attesa della ricezione del convoglio all'interno della squadra rialzo i manovratori abilitano un sistema semaforico che blocca la viabilità per il tempo necessario, cosicchè il treno - a velocità ridottissima e preceduto da un manovratore a piedi - può inoltrarsi lungo la via e arrivare così al cancello dello scalo. Qui vengono effettuate delle manovre, grazie anche ad un 214 lì assegnato, e vengono lasciate le carrozze riparande e prelevate alcune altre già pronte (foto2). Sono ormai le 15.00 e il treno è pronto a riaffrontare il tratto in sede promiscua per ritornare poi verso Bolzaneto (foto3). Sazio dell'abbuffata fotografica mi sono poi spostato verso Sori e Recco a fare foto in linea, ma la mia fame di raccordi in zona non è ancora del tutto placata: ho ancora in mente di fotografare qualche treno sulla linea per Campi Z.I. e voglio inoltre andare alla scoperta di altri raccordi in zona porto, ma di questo ne riparleremo in un articolo futuro!

 1   2   3 
 4   5   6 
 7   8   9 
   10