Diario di un foto-safari

Ogni anno le ferrovie del nostro paese ospitano una schiera di appassionati stranieri che viaggiano sulle secondarie più sconosciute o sulle ferrovie concesse più suggestive alla ricerca di emozioni e sensazioni in viaggi che vanno ben oltre il piacere del treno in se stesso. Comitive inglesi, tedesche ed europee in generale organizzano tour fotografici con treni a vapore o con vecchie composizioni diesel o elettriche, spesso appoggiandosi a gruppi nazionali ben conosciuti. Nel finalmente vasto panorama di treni speciali italiani sono sempre attesi i giri organizzati dal DGEG tedesco, dal The RTC inglese, da C.Maria Fagioli oltre che da singoli appassionati stranieri con numerosi amici fotografi al seguito. Fra questi ci sono Andrè Sinn e Hansjurg Rohrer.

Quest'ultimo in particolare - dopo aver lasciato la fotografia dei treni svizzeri (paese da dove proviene) nel 1976 - viaggia in lungo e in largo in nostro stivale sin dal 1971, quando fece i suoi primi viaggi fotografici sulle allora FCL con automotrici e locomotive oggi scomparsi. Da quell'anno , ogni anno Rohrer effettua una serie di treni concentrati in una zona particolare, secondo un calendario di viaggio di una settimana che permette di viaggiare e fotografare dettagliatamente su alcune delle linee più spettacolari delle nostre ferrovie. Dopo alcuni viaggi a vapore sulle FS - ai tempi in cui i prezzi per simili convogli erano più accettabili - l'attenzione del gruppo di Rohrer si è spostato alle concesse italiane, con maggior interesse sulle linee del sud e delle isole. Nell'aprile di quest'anno ho partecipato anch'io ad uno di questi foto-safari, articolato sulle linee FC e FAL in varie tappe dal 7/4 al 13/4. Questo è il resoconto di quell'esperienza.

Dopo aver risolto tutte le pratiche "economiche", l'appuntamento col gruppo - 18 persone - era alla stazione di Catanzaro Sala alle 20.00 del 6 aprile. Io vi arrivai direttamente, gli altri provenivano da un giro precedente di 2 giorni sulla FCE, dove tra l'altro è stata usata anche la Mascali. La sistemazione in albergo avvenne rapidamente e divisi la stanza con l'unico altro italiano del gruppo, che ci avrebbe lasciati il giorno successivo. Il primo giorno - domenica 7 - era dedicato ad un treno merci con la loco FC 353 fra Catanzaro e Gimigliano e ad un viaggio Catanzaro Città-Catanzaro Lido con automotrice e spintore. La 353 era in ottima salute ad attenderci in DL già in pressione e dopo qualche manovra eravamo già in linea, tirati fino a destinzione. Dopo i 10 km del percorso arrivammo a Gimigliano dove facemmo acqua e manovre e poi ci lanciammo di nuovo in linea diretti a Catanzaro. La luce ora era giusta e in quei pochi chilometri di binario ci fermammo parecchie volte fra ponti, gallerie e scorci degni di una ferrovia alpina.

Arrivati a Catanzaro già eravamo attesi da una vecchia M2 nei colori giallo/rosso agganciata ad uno dei tre spintori LM2 di costruzione svizzera. Partimmo e subito eravamo sulla cremagliera trattenuti dal locomotore davanti a noi, che con grandi scossoni e un rombo sordo aveva il suo bel daffare con le soste fotografiche su questa ormai unica tratta. Arrivati a Catanzaro Sala FC la loco venne sganciata e ricoverata in attesa del nostro ritorno, mentre noi ci dirigemmo verso il Lido con la M2, non senza aver sostato - fra la curiosità degli abitanti - presso Santa Maria per una foto con la M2 e alcuni treni FS sulla linea parallela. Tornati su a Catanzaro Città salutammo i macchinisti del vapore, già in partenza con una comitiva di inglesi (The RTC) per un viaggio fino a Cosenza. Noi invece viaggiammo con armi e bagagli fino a Lamezia per i treni del giorno succssivo a Gioia Tauro. La mattina nel piccolo capolinea delle linee taurensi fra i locali con automotrici in arrivo e partenza, stava il nostro merci fotografico composto da alcuni pianali, un carro chiuso con alcune panche e una lucidissima LM4 ripulita dai graffiti per l'occasione. Fino a Cinquefrondi ci fermammo alcune volte a fotografare il nostro treno in punti veramente suggestivi o in stazioncine dimenticate.

Al ritorno, nel pomeriggio, una M2 nei nuovi colori ci avrebbe portato a Palmi con soste più o meno prolungate al ponte metallico parallelo a quello FS. Il personale di questa concessa ci espresse la loro preoccupazione nel cambio di gestione che dovrà avvenire nel 2003: la Regione subentrerà alle FC e il mantenimento dell'esercizio ferroviario pare quasi sicuramente condannato. Al termine di questi viaggi ci trasferimmo fino a Cosenza, dove facemmo base per i successivi 3 giorni. Il primo di questi - 9 aprile - viaggiammo fino a S.Nicola Silvana Mansio - sulla Sila - a bordo di una bella M2. Lungo questa linea veramente spettacolare abbiamo sostato parecchie volte per scatti fotografici e anche per alcuni incroci, pochi a dire il vero. Il programma originale prevedeva di continuare fino a S.Giovanni in Fiore, ma le FC stanno lavorando sull'armamento e questa tratta ora è chiusa. Fra gli spettacolari paesaggi dell'altopiano silano la nostra piccola M2 sembrava sparire, complice anche un cielo nero che minacciava i colori delle nostre foto. Il giorno successivo partenza a vapore da Cosenza con la 353 ed un merci diretti a Rogliano.

Il personale del treno era reduce da un massacrante tour de force fra la comitiva inglese vista prima e ora anche con un gruppo organizzato da C.M.Fagioli. Il viaggio - fra le lunghe gallerie e le ripide salite - non deve essere stato certamente facile, ma la macchina era ed è ora veramente in ottima salute, grazie alle cure donate dal personale appassionato, che lavora solo grazie alla propria volontà e faticosamente lotta con decenni di "incultura" ferroviaria che ha contraddistinto le società ferroviarie almeno fino agli anni '90. Molti sono stati gli incroci con treni ordinari - tutte nuove M4 graffitate - e inoltre eravamo tallonati dal treno vuoto composto da LM4 e 2 carrozze che doveva recarsi a Catanzaro per servizi dei giorni successivi. Giunti a Rogliano, salimmo su un treno ordinario che ci riportò indietro a Cosenza. Da qui, il giorno appresso, sempre con un treno ordinario, ritornammo a Rogliano. Il treno di oggi era una loco LM4 e alcuni carri merci, già pronto a partire verso Cosenza. Anche qui: tonnellate di foto-alt e di rullini consumati. La precisione dei foto-alt dei treni di Rohrer è maniacale: tutto deve essere a posto per ottenere una foto al massimo: luce, paesaggio, composizione del treno e tanto vapore (se c'è una loco a vapore!). Arrivati nel pomeriggio a Cosenza, ci aspettava ora una lunga trasferta fino a Gioia del Colle dove avremmo pernottato.

La mattina successiva - non senza qualche inconveniente a causa di un guasto ad una ALn.668 - arrivammo ad Altamura - sotto un diluvio - dove già ci aspettava il nostro treno merci speciale con LM4. Partimmo verso Matera, fermandoci nelle stazioni dimenticate di questa frequentata linea e nei punti dove da poco sono state inaugurate modifiche di percorso o rettifiche. A Villa Longo inversione di marcia e ritorno ad Altamura. Intanto il tempo stava migliorando, giusto in tempo per un'escursione alquanto insolita sulla linea di Potenza: al pomeriggio la locomotiva a vapore 402 FAL - già del Murgia Express - venne trainata dal nostro LM4 e con alcuni carri sul bellissimo ponte che cinge la città vecchia di Gravina. Arrivati nei pressi del ponte furono sganciati il locomotore e le carrozze e la 402 fu libera di andare sul ponte fumando a comando nostro. Tutto ciò a causa della poca potenza della loco, la cui caldaia è stata da poco ritimbrata per una pressione minore a quella solita e le cui valvole Coale sono ancora "in malattia". Bisogna però sottolineare che se questi lavori di manutenzione sono come al solito carico di quei pochi ferrovieri, la società non ha battuto ciglio nel colorare il tetto della locomotiva in bianco (!!!) e nell'aggiungere la matricola elettronica in bella vista sulla cabina..... Anche al ponte le foto si sono sprecate e siamo tornati in città all'albergo frattanto prenotato. Il giorno successivo - 13 aprile, ultimo del tour - ci attendeva un viaggio lungo e articolato, con la 402 e carri merce lungo la difficile tratta da Gravina fino ad Avigliano Lucania.

La mattina eravamo già pronti al lungo viaggio, ma la macchina era ancora sottopressione, per cui i primi foto-alt furono più che altro "coreografici". Molte soste le facemmo nel bellissimo paesaggio collinare di questa tratta fino a che la 402 fu pronta e allora godemmo dello spettacolo: a causa della non perfetta sistemazione delle valvole, appena i maestri cercavano di andare in trazione di quei pochi carri, il vapore violentemente usciva da ogni dove con colonne grigie e nere di decine di metri d'altezza. Alla fine la macchina ce la fece, ma per sicurezza il resto del viaggio fu un susseguirsi di manovre di aggancio e sgancio per allontanare il diesel dal nostro merci a vapore e fuori dalle inquadrature. Ad Irsina ci incontrammo con la comitiva del RTC che si unì sul nostro treno (condivisione dei costi...) fino a poco prima di Avigliano. Giunti in questo scalo a doppio scartamento, lasciammo la macchina che andava in direzione di Potenza e noi attendemmo un locale diretto a Foggia e per me poi verso casa. Il nostro gruppo si sciolse verso direzioni diverse: chi prolungava la sua vacanza italiana, chi tornava nel suo paese. Ricordo e qui saluto i componenti del gruppo, l'unico appassionato dall'Olanda (con più foto italiane di me!), i tre signori austriaci, i 4 tedeschi e i 9 railfan dalla Svizzera, fra i quali Gert che mi ha aiutato in alcuni scatti difficili, dopo che al 2° giorno mi sono distorto la caviglia (...). E ora non mi resta che attendere il prossimo viaggio!

 

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