La 28

Per un appassionato di trasporti pubblici su rotaia il numero 28 non indica un semplice numero ma è il sinonimo del tram simbolo di Milano, la mitica "carrello" la cui prima unità fu immatricolata ufficialmente nel 1928. Le 28 a Milano sono ancora nel pieno delle loro forze, a 73 anni dal loro concepimento sul modello americano dei tram "Peter Witt", quello che meglio rispose alle necessità di esercizio che andavano delineandosi sempre più urgentemente  nel corso dei primi anni '20. Delle 500 unità costruite in totale sono attualmente in esercizio solo circa 200 unità , le quali hanno subito l'ultima revisione generale fra il 1988 e il 1992 dopo aver scampato nell'arco degli ultimi 30 anni ad una sorta di selezione naturale che ha comportato l'accantonamento e demolizione delle unità più malridotte o con apparati di comando ritenuti non più idonei all'esercizio.

Grazie alla robusta struttura metallica imbullonata - ereditata anch'essa dai metodi costruttivi americani - e ad un apparato elettromeccanico semplice e razionale, la vita utile di questi mezzi è ancora abbastanza lunga, portando fra le vie di una metropoli votata alla modernità un veicolo carico di storia e fascino. Per chi da turista viaggia fra le strade di Milano ed è sensibile al fascino dell'antico, il transito di uno di questi veicoli e la possibilità di portare a casa una fotografia è un tutt'uno, un pò come scattare una foto ad un cable-car se vi trovate a S.Francisco/USA. La circolazione delle 28 al giorno d'oggi rappresenta argomento di accesi dibattiti fra abitanti stanchi della loro rumorosità, utenti non più soddisfatti dall'abitabilità delle carrello con i loro duri sedili di legno e gli spifferi d'aria provenienti dai vetri e dalle porte malchiuse e l'ATM che considera - e non a torto - questi mezzi ancora ottimi per i servizi sulle linee non molto frequentate.

La costruzione di nuove vetture monocassa al momento non è prevista, per cui l'unica sostituzione possibile a questa parte fondamentale del parco mezzi tranviari potrebbe essere il futuro distoglimento delle vetture bicassa serie 4600/4700 dalla linea 29/30, comunque anche queste in uno stato di logoramento per intenso utilizzo abbastanza avanzato. Quindi le mitiche Witt saranno ancora per qualche anno una figura insostituibile sulla rete tranviaria milanese, con buona pace dei loro detrattori. In effetti il verbo dispregiativo "sferragliare" ben si addice a questi tram, i cui carrelli con sospensioni relativamente rigide - se paragonate a quelle pneumatiche dei 4900 del 1979 - non disdegnano di cantare come campane su scambi appena sconnessi o fischiare su curve un pò troppo strette. Il rumore dei motori elettrici sotto sforzo all'avviamento della vettura è invece un concerto così caratteristico all'orecchio di un appassionato, la trasmissione del moto fatta con una serie di ingranaggi rigidi così tanto normale negli anni '20 è infatti ormai assai rara e sentirne l'eco giornalmente fra i palazzi di Milano è un fatto strano.

L'ATM conosce il potenziale storico-turistico delle sue vetture più famose e infatti nel 1998 ne celebrò il settantesimo aprendo al pubblico l'officina di Teodosio dove ancora adesso avvengono le riparazioni delle Witt, con procedure e materiali che possono sembrare arcaiche: avere a disposizione ancora del personale in grado di effettuare lavori di falegnameria in un'azienda moderna e nel 2002 può sembrare un controsenso! Inoltre l'ATM ha finanziato negli anni diversi restauri di alcune vetture: due 28 sono state ricolorate in verde e sono utilizzate sulla linea turistica 25; una vettura è stata ottimamente ricondotta allo stato originale degli anni '20, con salottino posteriore e solo 2 accessi; un'altra 28 è dotata di doppio sistema di presa corrente (asta e rotella + pantografo) come quelle circolanti negli anni '70; infine 4 vetture sono usate come mezzi speciali per servizio scuole, pubblicitario o altro. Senza contare che alcune 28 hanno varcato i confini nazionali per essere utilizzate su linee museo a S.Francisco e a San Josè, con una fine migliore di molte unità rimaste qui in Italia e usate come monumenti in piazze o parchi in mezza penisola. E ora gustiamoci un pò di immagini delle 28 fra le vie milanesi!

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