Le DB.280 in Italia

con la collaborazione di Francesco Bloisi

Nel 1952 in Germania ebbe inizio l' epoca della trazione diesel con la costruzione di 10 locomotive a trasmissione idraulica, che fecero da banco di prova per tutte le successive costruzioni. Krauss-Maffei e MaK infatti produssero le V.80, delle quali molti componenti meccanici andarono poi ad equipaggiare le successive serie in progetto (ad esempio i carrelli poi applicati alle V.200 e simili). Concepite per servizi di ogni genere, erano equipaggiate con motori di tre tipi diversi di 810 kW di potenza. Furono persino equipaggiate con telecomando per treni navetta, oltre ad una caldaia a nafta per produrre il vapore necessario al riscaldamento delle carrozze eventualmente trainate. Inoltre erano dotate di comando multiplo e sistema SIFA di vigilanza per la condotta ad agente unico.

Nonostante l'attenta progettazione per un uso universale, queste macchine - dalla velocità max. di 100 kM/h - non diedero ottima prova al traino dei merci oltre un certo peso. A causa poi del disegno estetico caratterizzato dalla cabina centrale sita sopra due enormi avancorpi, anche la manovra pesante - alla quale furono anche destinate - non risultava molto agevole per mancanza di visibilità. All'inizio della loro carriera furono assegnate ai depositi di Bamberga e Francoforte Griesheim, impiegate nei servizi passeggeri facenti capo alle due città. Nei primi anni '60 furono concentrate solo nel deposito di Bamberga, dove resistettero fino al 1978 sempre su servizi locali, non senza essere prima riclassificate nel gruppo 280.

Dopo l'accantonamento furono subito acquistate da rivenditori di materiale ferroviario di seconda mano e importate in Italia per usi diversi. Il successo riscosso nel piazzare queste macchine fece in modo che delle 10 unità solo la 002 rimase in terra d'origine, dove ora è usata come macchina storica. Di seguito si cerca di riassumere la storia italiana di queste macchine, analizzata in ordine di numero progressivo dell'unità. La prima unità del gruppo - 280001 - fu accantonata nell' Ottobre del 1977 e subito venduta alla Bulfone di Udine che la revisiona e la rivende alla Cosfer di Tagliacozzo, con il numero T.5001, che la usa sui suoi treni cantiere per l'armamento. Presso la Cosfer ha vestito il colore giallo, dopo essere rimasta per alcuni anni nei colori originali. In seguito è stata ceduta alla SALCEF di Roma, presso la quale ha ripreso il colore rosso e tutt'ora presta servizio. La 280.002 è stata invece radiata nel dicembre dello stesso anno e anche qui subito acquistata dalla Bulfone. Revisionata, viene acquistata dalla Pastori di Civitavecchia per essere venduta nel 1987 alla CEMES di Pisa.

Nel 1995 perde il suo numero di macchina cantiere T.5503 perchè acquistata - dopo una revisione fatta dalla IPE - dalle Acciaierie ISP di Cava Tigozzi, che la usa tutt'ora per le tirate interne fra lo scalo merci e raccordi ai forni. Sempre nel 1977 la Bulfone acquista dalle DB anche la 280.004 che era accantonata nel deposito di Bamberga già da settembre del 1976. Viene comprata dalla ICE di Bologna, dove - dopo aver cambiato diverse volte livrea - presta servizio ancora oggi con numero T.3568. La 005 invece arriva in Italia nel 1978 e dopo la revisione diventa proprietà della Edile Ferroviaria Nicola Cioce di Bari, che la immatricola T.6509. Dopo alcuni cambi di colorazione e in testa a treni cantiere, può essere ora vista accantonata a Ortona.

La sesta macchina invece viene revisionata direttamente in Germania dalla Layritz di Penzberg per essere venduta all' Impresa Rossi di Roma. Acquistata nei primi anni '80 dalla Monacelli di Gualdo Tadino, presta tutt'ora servizio con matricola T.5051. L'unica unità comprata invece da una ferrovia concessa è la 280.007, finita sui binari della Ft (Ferrotranviaria - linea Bari-Barletta). Qui sino a parecchi anni fa trainava una composizione di carrozze comprate anch'esse di seconda mano in Germania. E' ora accantonata in deposito a Bari dove attende la demolizione, ancora nello schema di colore a due toni di grigio che veste i mezzi di questa società. L'ultima unità comprata dalla Bulfone è invece la 280.008, che viene revisionata e venduta alla ICE di Bologna - che così ha in dotazione due di queste macchine - dove viene immatricolata T.3569. Fino al 1999 presta servizio in giro per l'Italia quando, dopo una nuova revisione sempre ad opera della Bulfone, viene ceduta alla NewCo ( ora anche titolare di licenza ferroviaria ) che gestisce alcuni raccordi nel Veneto.

La macchina viene assegnata alle tradotte fra lo scalo di Vicenza e le Acciaierie Beltrame, dove tutt'ora presta servizio dopo l'ennesimo cambio di coloritura. La 280.009 è invece attualmente accantonata a Nuovo Salario (RM) ancora con lo schema originale DB, dopo aver prestato servizio per la A.Ba.Fer dal 1978 al 1989/90. L'ultima macchina della serie - 280.010 - è giunta invece in Italia dopo essere stata venduta in Germania alla concessa HKB (Hersfelder Kreisbahn) e da qui acquisita nel 1981 dalla Layritz che la revisiona per la società italiana Armafer di Lecce (ex Morelli). Presso questa società presta ancora oggi servizio con la matricola T.6215. A ben vedere, per essere macchine con ben 51 anni di servizio sulle spalle, le nostre resistono ancora e di certo non in servizi leggeri. Nonostante il gravoso compito che ora svolgono in giro per l'Italia, per alcune società rappresentano ancora mezzi affidabili su cui contare, a testimonianza dell'ottimo progetto che lanciò l'era del diesel e l'inizio del crepuscolo del vapore germanico.


Ancora in Germania --- Still in Germany

©Axel Spille, Christian Splittgerber, C.J. Prenzel

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Alcune immagini in Italia --- Some images in Italy

     
 

Le colorazioni delle V.80 in Italia --- V.80s liveries in Italy

280001 - COSFER
280001 - COSFER II
280001 - SALCEF
280003 - Pastori
280003 - CEMES
280003 - ISP
280003 - ISP II
280004 - ICE
280004 - ICE II
280004 - ICE III
280005 - Edile Ferroviaria Bari
280005 - Edile Ferroviaria Bari II
280005 - Edile Ferroviaria Bari III
280006 - Monacelli
280006 - Monacelli II
280007 - Ft Ferrotranviaria Bari
280008 - ICE
280008 - ICE II
280008 - NewCo
280008 - NewCo II
280009 - Abafer
280010 - Morelli/Armafer
280010- Armafer II