Le E.645 di Milano Smistamento

In un panorama desolante di colori omogenei secondo lo schema xmpr e di adesivi oltre ogni misura una piccola realtà sale alla ribalta delle cronache ferroviarie: le locomotive in livrea storica del deposito di Milano Smis.to. A partire dal 1999 alcuni appassionati, grazie alla sensibilità e collaborazione dei capitecnici e operai del deposito di Milano Smis.to, hanno applicato livree di vario genere a diverse locomotive in dotazione a tale impianto, nel corso di riparazioni più o meno approfondite. All'inizio molto timidamente, poi sempre più in modo eclatante, le operazioni di riverniciatura hanno coinvolto addirittura una famosa casa modellistica che ha sponsorizzato un paio di ricoloriture. A questo scopo su alcune di queste locomotive sono state apposti alcuni adesivi a ricordare la particolarità di tali mezzi, anche nella faticosa opera di far conoscere e lasciare intatte queste livree storiche a personale interno alle ferrovie, ad esempio quando queste macchine arrivano in officine per grandi riparazioni, dove il rischio di pellicolatura o omogeinizzazione è sempre alto. Per non parlare poi dei soliti farabutti che hanno provveduto ad asportare targhe o scudi frontali di alcune di queste locomotive (E.645.082 e 104) con lo scopo evidente di alimentare un mercato sommerso di questo tipo di cimeli.

Le locomotive interessate da questa operazione sono 13: 11 E.645 della Cargo milanese e 2 E.646 della DTMR Lombardia. Per tutte le locomotive l'impianto responsabile di grossi interventi di manutenzione è l'officina di Milano Smistamento, anche se le 2 E.646 sono state assegnate al rinato deposito di Milano S.Rocco. Le macchine nello specifico sono: E.645.015 (Tibb,1960,ex E.646.035), E.645.023 (OM-Marelli, 1959, ex E.646.020), E.645.025 (Tibb, 1959, ex E.646.009). Queste tre unità sono state riportate nei colori originali castano/isabella con fregi frontali inrilievo e ali laterali dipinte in varie date. La E.645.021 invece (Tibb, 1959, ex E.646.013) riveste oggi la livrea che ha portato prima della trasformazioni in 645, avvenuta nel '62. Per questo motivo veste ora l'abbinamento verde magnolia/grigio perla, con scudi frontali e baffi verdi dal tipico disegno. Subito in molte parti si è additata questa locomotiva come falsa, perchè la trasformazione del 1962 ha portato anche cambi alle griglie, alle prese d'aria ed ad altri particolari che rendono la locomotiva attuale non congruente con il suo colore.

Ciò non toglie che questa operazione sia stata importantissima a livello nazionale, in quanto ha aperto un varco per dialogare con Trenitalia e Cargo sulla possibilità di conservare su alcune loco un colore diverso da quello ufficialmente previsto. Da qui sono infatti poi seguiti interventi su altre loco anche in altri impianti, ad esempio a Roma sulla E.636.117 ad opera del Graf. Altre unità sono: E.645.033 (Tibb, 1963), E.645.034 e 037 (Tibb, 1963/64). Queste tre macchine della seconda serie hanno invece sempre rivestito la livrea castano/isabella con modanature di alluminio eliminate negli anni '70. Tutte e tre le unità sono state riportate alla colorazione castano/isabella, che era stata semplificata nel tutto isabella nel corso degli anni '90. Delle tre, la 037 ha visto l'eliminazione in corso di revisione degli scudi frontali originali, ora sostituiti malamente da due stemmi adesivi della stessa foggia.

La locomotiva E.645.082 (Savigliano, 1965) invece è stata lavorata nel dicembre 2000 come le altre tre appena descritte, ma si è deciso di riportarla all'aspetto anni '70, con la verniciatura in colore alluminio di tutte le modanature da tempo scomparse. Si era cercato in origine di riapplicare le modanature in rilievo, ma nessuna è stata conservata, a nessun livello; ciò nonostante l'aspetto della macchine è veramente notevole. Altra macchina della seconda serie è la 645.040 (Tibb, 1964), che - dopo essere rimasta accantonata per parecchio tempo a causa di un danno ingente che ha fatto temere per la sua sorte - ha subito in sede di revisione l'intervento degli appassionati milanesi. Che qui si sono spinti oltre quanto fatto sinora, colorando questa unità nello schema azzurro/blu posseduto a suo tempo (anni '50/'60) dalle E.646.035 e 037 incaricate del traino del famoso "Treno Azzurro". Anche questa operazione ha fatto storcere il naso ai puristi, anche perchè la macchina in oggetto è addirittura di un altro gruppo, ma la scelta di una 646 non era possibile a causa delle pesanti modifiche alle quali sono state sottoposte queste macchine durante l'attrezzaggio per i servizi navetta. La disposizione dei finistrini, delle griglie e altro rimaneva originale nello schema solo sulle 645, da qui l'idea di usare una di queste loco. L'effetto è veramente sorprendente, anche se è stato veramente difficile risalire ai colori originali dello schema: non esistono fotografie accettabili della gradazione di colore blu che potessero aiutare nell'opera. Alcuni testimoni del vero "Treno Azzurro" pensano che il blu sia troppo carico, ma l'effetto complessivo è davvero bello.

Le ultime due E.645 sono la 101 (Tibb, 1958, ex E.646.001) e la 104 (Tibb, 1959, ex E.646.004) che nel corso dei primi mesi del 2000 sono state ricolorate nello schema grigio/verde di prima della trasformazione. La variante sulle due unità è rappresentata dallo stemma frontale, che sulla 101 è caratterizzato da due lunghe lettere F e S, così come la macchina usci dalla fabbrica e girò per alcuni anni. Fu poi applicato lo stemma d'ordinanza e poi, in corso di trasformazione in 645, fu riverniciata in castano/isabella. Queste unità sono in turno regolare in giro per tutt'Italia in testa a merci di ogni genere, sebbene abbiano anche trainato in diverse occasioni treni passeggeri di varia importanza, vedi ad esempio il VSOE trainato a più riprese dalla 021, dalla 101 e dalla 040. Attualmente la 645.021 è in revisione presso le Officine di Verona, dove le maestranze sono state adeguatamente istruite sul mantenimento della livrea storica nonostante l'imperante regola del tutto xmpr. Altre due macchine lavorate a Smistamento sono state la E.646.158 e 204 (Breda, 1964), attualmente in turno su vari servizi regionali a corto/medio raggio con composizioni reversibili.

La 158 ha ricevuto i colori grigio/verde portati in origine fino agli anni '80 e in questa livrea ha trainato un paio di treni storici e un espresso di carrozze straniere. La macchina ora - dopo essere stata colpita da alcuni writers - si presenta in uno stato orribile, con una fiancata mezza graffitata e in parte ritinteggiata durante una breve sosta in officina. Proprio la brevità di questa riparazione non ha permesso un intervento di colore più adeguato e si attende ora la prossima scadenza per ri-applicare i colori verde/grigio, probabilmente con il baffo verde frontale portato da alcune unità in via sperimentale. La 204 invece era stata ricolorata nel primo schema navetta, con tetto grigio scuro e rettangoli arancioni sui frontali, ma da qualche mese è stata rivestita con le pellicole xmpr e così presta ora servizio sui regionali lombardi.

Gli ultimi sviluppi hanno visto il riconoscimento ufficiale del lavoro svolto finora da parte della Cargo, che ha approvato il mantenimento delle livree storiche sulla maggior parte delle macchine, che quindi diventano a tutti gli effetti "esemplari di interesse storico in ordine di marcia". La regolarizzazione della posizione nei confronti della Cargo è dovuta passare per vie consolidate e si è dovuto scegliere un'associazione che fosse già riconosciuta a livello ferrovie. Il Comitato Cultura Ferroviaria C.C.F. è sembrato il gruppo più adatto e rispondente ai fini per cui queste macchine sono state ricolorate, cioè portare il ricordo di colori e sembianze ormai perdute anche negli occhi degli appassionati, dei ferrovieri e dei viaggiatori di oggi.

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