PAVIA - ALESSANDRIA

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Lomellina. Terra di canali e risaie. Questo è lo scenario che circonda la tratta di questo articolo, una linea complementare che ha sempre vissuto vita tranquilla fra contadini e pendolari. 44 chilometri a binario unico che tagliano la pianura da est a ovest per raggiungere Valenza e poi Alessandria. La trazione è diesel e vede in turno mezzi tipici da queste parti, le ultime ALn.668.1500, le ALn.668.1700 e i D.345 per i merci, mentre per le poche coppie di navetta sono usate alcune D.445 del DL di Torino. Fino ai primi anni '90 erano le ALn.773 a farla da padrone, e prima ancora le ALn.990. Resuscitata nel 1992 dopo due anni di chiusura per riqualifica - che erano sembrati ai più la fine tanto paventata di questa tratta - la tratta presenta ora stazioni impresenziate con piano binari semplificati e esercizio centralizzato. L'esercizio è affidato a 13 coppie di treni, delle quali ben 4 sono loco + carrozze. In aggiunta - dal lunedì al sabato - tre coppie di merci percorrono la tratta Alessandria - Sannazzaro d.B., raccogliendo carri cisterna dalla raffineria di Sannazzaro; una coppia è in carico al nuovo operatore DFG ma con mezzi FS Cargo.

Questi stessi servizi gravitavano in precedenza su Pavia, ma dalla sospensione si è arrivati a velocizzare la relazione facendola originare dal capolinea opposto. I D.345 sono le macchine per eccellenza al traino di questi merci, le stesse - con carri motogeneratori nei mesi invernali - trainavano i locali formati da carrozze tipo X, una volta tipo "anni '50". Attualmente questi treni sono dei navetta con MDVEC e D.445. Da Pavia la linea lascia la Milano - Genova dopo aver percorso alcuni chilometri ad essa parallela (fino al 1994 il bivio di separazione era posto molto più a sud e le automotrici per Alessandria viaggiavano sul binario illegale, poi si è ritenuto utile sfruttare la vecchia sede della linea per Genova - abbandonata con la costruzione di un nuovo ponte sul Ticino - snellendo così la circolazione) e si inoltra in una trincea fino a Cava Carbonara, stazione di separazione della tratta per Vercelli.

La linea è già qui una retta fra le risaie, e particolarmente nella stagione primaverile, sembra l'unica lingua di terraferma fra le acque ferme. Il binario raggiunge la stazione di Zinasco dopo aver toccato alcune fermate, e arriva poi a Sannazzaro de' Burgundi. Questa è la prima stazione di una certa importanza da Pavia, dotata di scalo per carrellamento carri e raccordo con la raffineria. Lasciata Sannazzaro la linea segue da vicino la statale rimanendo sempre un pò nascosta fra alberi e avvallamenti. Si arriva quindi a Ferrera Lomellina e poi a Lomello, sempre viaggiando fra piatti campi e risaie. Giunge quindi la stazione di Mede - dall'architettura molto simile alle precedenti e tipica dell' ottocento - e poi tocchiamo la fermata quasi disabilitata e persa in mezzo al bosco di Castellaro. Inizia qui una aspra rampa (il punto più temuto dai macchinisti alla guida dei pesanti merci di cisterne) con terrapieno fino a che il binario entra nello scalo di Torreberetti - stazione posta sulla Mortara - Alessandria - e da qui i treni condivideranno il percorso sulla linea elettrificata fino a toccare Valenza e Alessandria.

Per arrivare nei migliori punti fotografici basta seguire la statale che da Pavia porta ad Alessandria. In questa maniera si raggiungono agevolmente le stazioni della linea, se abbandonate la statale per prendere le stradine parallele raggiungerete agevolmente PL o punti vicini alla sede ferroviaria con vista sull'acqua delle risaie. Periodo migliore per girare da queste parti è Aprile, quando l'acqua dei campi è ancora trasparente e l'atmosfera insolita. Verso Settembre/Ottobre il riso ormai colto lascia le stoppie gialle sul suolo asciutto e - soprattutto al tramonto - il sole rosso può essere utilizzato per stupendi controluci. Sconsigliati sono i mesi estivi, quando qui l'afa e l'umidità raggiungono livelli insopportabili.

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