La rinascita di una 772

ALn.772, un gruppo di automotrici che ha segnato l'evoluzione della trazione leggera diesel sulle nostre ferrovie. Dal 1939/40 agli anni '80 un segno di riconoscimento per quasi tutte le linee italiane, dal Nord alle isole. Le ultime 772 in servizio regolare sono state le 3247 e 3326 a Novara, nell' Aprile 1986, poi gli accantonamenti e le massiccie demolizioni, che hanno risparmiato non più di una decina di unità sulle 323 costruite. Fiat e OM gli artefici di questo mezzo, dall'estetica innovativa in tempi in cui la modernità era rappresentata dalla Littorina Fiat e Breda che introdusse in un panorama tutto a vapore la novità della combustione interna. Le Littorine erano ancora in produzione quando nel 1939/40 videro la luce i primi prototipi di ALn.72 che recavano così tante novità: la struttura della cassa più robusta e più ferroviaria, il motore piatto sistemato sotto il piano della cassa (e non sul carrello come sulle ALn.56 e 556), il frontale aerodinamico, il comando multiplo, il comfort elevato.

E pensare che le prime capostipiti della famiglia - poi finite sulle FP e lì demolite - nacquero sulle stesse linee di montaggio delle ALv a vapore! Dalla immissione in servizio vennero utilizzate con ogni tipo di treno, dai rapidi prestigiosi senza fermate intermedie ai locali dalle mille fermate, comprovando una studiata affidabilità e robustezza. Furono il gradino intermedio fra la Littorina e le ALn.773/873, che aprirono l'epoca delle 668. Da quando vennero ritirate dal servizio fino ad oggi il sogno di vederne circolare una è sempre stato vivo in me, mitigato soltanto dalle 2 unità conservate attive dalla FP, similari nella struttura ma in colori completamente diversi. Quando iniziò a circolare la voce di un restauro attivo dell'unità in carico al CERS a Pistoia, già mi vedevo in trasferta stabile in quel della Toscana. L'ALn.772.3265 invece aspetta ancora tempi migliori all'interno della rimessa pistoiese, anche se si era addirittura arrivati a parlare della possibilità di far nascere una doppia di automotrici storiche con il ventilato recupero dell'unità attualmente chiusa dentro al Museo di Pietrarsa.

Un'analisi più attenta di equipaggiamento e delle condizioni di conservazione ha poi fatto naufragare ogni speranza e tutto è tornato al silenzio. Ma ecco che la speranza si riaccendeva con le buone notizie dal Piemonte! Il Museo Ferroviario Piemontese ha da anni nel suo parco rotabili la ALn.772.1033, sempre tenuta ricoverata al coperto nella ex stazione di Torino Ponte Mosca. Li era arrivata nel lontano Febbraio 1983 al traino di una sbuffante 880 anch'essa destinata al Museo. Era appena stata tolta dai turni di servizio del deposito di Cuneo, dove negli ultimi anni viaggiava su Saluzzo e Savigliano, Mondovì e Bastia e Airasca. Nomi questi oggi persino scomparsi dalle carte ferroviarie dopo l'intelligente cura Signorile del 1985.... All'inizio di quest'anno le voci cominciano a circolare e si tramutano in realtà quando Sabato 31 Gennaio la T.3 del Museo con alcuni carri e carrozze e la 772.1033 si mette in viaggio da Torino a Savigliano alla pazzesca velocità di 30km/h. A seguire il viaggio alcuni appassionati locali e i volontari del gruppo operativo del Museo, ai quali si devono molte delle ultime entusiasmanti iniziative. La T.3 arriva nel pomeriggio a Savigliano, dove inizia a manovrare scartando carri e ALn nello scalo FS per poi ricoverarsi nell'area del Museo per la notte. La mattina della Domenica avviene il trasferimento da Savigliano a Saluzzo e Moretta, con la loco a vapore, alcuni carri e la 772 in coda. La giornata è di quelle invernali: freddo pungente ma cielo serenissimo, col Cervino che sta a guardare.

Poche manovre e l'automotrice viene ricoverata all'interno della Milanesio, che sarà la responsabile della rinascita di questo mezzo. Da quel giorno sono passati 8 mesi e il sogno è diventato realtà. La mattina del 2 Ottobre presso i cancelli della Milanesio di Moretta c'era una strana folla...una quindicina di appassionati erano in trepidante attesa. Ventuno anni sono passati da quando questa signorina calcò le rotaie per l'ultima volta e ora sta per rivivere. E' stata manovrata all'esterno dei capannoni (che sono parte del vecchio Deposito di Moretta, chiuso negli anni '50) dal Badoni Serfer che qui presta servizio. Fra incertezze e dubbi è avvenuta l'accensione dei motori, che subito hanno fugato ogni paura: il fumo azzurrino e il rombo dei propulsori hanno rallegrato una giornata dal cielo indeciso. Con quella poca luce i due fanalini accesi paiono occhi risvegliati dopo un brutto letargo. La corsa sarà un fulmine: un A/R fra Moretta e il PL della SS prima di Saluzzo, niente stazione. Per provare il cambio e la marcia diretta si è costretti a lanciarla ai 70km/h e vederla fischiare e correre fra i campi è stata un'esperienza eccitante e commovente.

Alle 10.30 era già tutto finito, con tutti accalcati all'interno della Magliola, dove tra l'altro sono in attesa di rinascere altri mezzi: 740.293, 625.177 e la mitica 685.196, arrivata solo qualche giorno prima. Altre prove seguiranno in questi mesi e quando tutto sarà stabilito, l'automotrice tornerà a Savigliano per completare l'opera di restauro. Tutti gli interni devono infatti essere ricostruiti e anche la verniciatura è ancora da eseguire. Se tutto sarà pronto per l'anno prossimo, tutti gli appassionati italiani potranno finalmente contare su questo mezzo per i festeggiamenti ufficiali dei 100 anni di FS, 45 dei quali sono stati caratterizzati da queste mitiche automotrici.