Finalmente SFM

Strade Ferrate del Mediterraneo. Un nome altisonante per una giovane società che si affaccia al panorama del trasporto ferroviario in Italia. SFM ricorda infatti già la sigla della famosa e blasonata società che gestì 1.150Km di linee dal 1865 al 1885 come "Strade Ferrate Meridionali" e poi ancora la mitica RM - Rete Mediterranea (ufficialmente Soc. Italiana Strade Ferrate del Mediterraneo) che dal 1885 al 1905 era in diretta concorrenza con la RA - Rete Adriatica, società sorta in parte sulle ceneri della SFM precedente. Con un passato tanto celebre e denso di avvenimenti ci si aspettava un avvio veloce e cospicuo per questo nuovo operatore italiano. Invece fra corse di certificazione, esame e quant'altro la partenza delle loco SFM sui binari RFI è stata lenta e onerosa.

La società - nata come una costola della scomparsa RailItaly - ha sede in un edificio interno allo scalo merci di Alessandria, dove sono anche ricoverate le due locomotive attualmente possedute: una D.752 e una G.2000 Vossloh. La prima arrivata è stata la D.752.509, unità presa in carico dopo un periodo di fermo presso la Leon d'Oro di Marmirolo, ditta che ne ha curato la venuta in Italia dalla Rep. Ceka. La macchina in questione è stata intensamente utilizzata fin dal Giugno 2003 in corse di prova per l'addestramento del personale di condotta SFM, neo assunti ed ex ferrovieri FS. Con la stessa macchina nel Luglio 2003 è stato trazionato un merci di Eaos sulle linee facenti capo a Novara. La G.2000, marcata 03, è giunta più tardi nel DL alessandrino e inizialmente priva di ogni scritta o logo. Dopo questi preparativi tutto si è fermato in attesa di sviluppi ed eccetto altre corse per la certificazione della G.2000 nulla si è concretizzato.

Ma finalmente quest'estate un primo articolato servizio è partito. A giorni alterni SFM è stata incaricata da FS Cargo di trazionare le tradotte 94105/94106, 94107/94108 e 94109/94110 nel periodo dal 28 Luglio al 9 Agosto. Le loco SFM in doppia trazione simmetrica prendevano in carico un convoglio di 10/12 tramogge a carrelli di tipo antiquato (costruite negli anni '60 espressamente per i cereali) nello scalo di Savona P.Doria, dove la partenza avveniva alle 4.16. Di li fino a Genova Sampierdarena e quindi su verso Arquata attraverso la ripida linea dei Giovi via Pietrabissara. A Ronco una sosta di ben 100' rallentava la corsa del convoglio, che arrivava ad Arquata alle 7.36. Di qui breve digressione sulla linea per Milano fino alla stazione di Cassano Spinola, con arrivo alle 8.00. Qui giunto, il treno veniva ricoverato con alcune manovre sul 3° binario di stazione. La loco di spinta - sempre la D.752 - veniva sganciata e lasciata sul posto, mentre la G.2000 portava i carri a gruppi di 5 su un binario di scalo, pronti per essere manovrati dall'automotore del locale raccordo di scarico cereali: un vecchio Krauss Maffei bianco del 1960.

Le manovre e lo scarico per gravità dei carri è cosa lunga, per cui la partenza dello stesso treno (carri vuoti e loco in simmetrica) poteva avvenire dopo ulteriori manovre solo alle 12.15. In 15 minuti l'arrivo ad Arquata, dove avveniva l'inversione di marcia. Il treno era infatti diretto ad Alessandria, dove rimaneva ricoverato tutta la notte nell'area SFM. Il tragitto inverso per riportare i vuoti fino a Savona avveniva il giorno successivo, anche nelle domeniche, con partenza alle 17.00 e arrivo a Savona alle 19.44, percorrendo questa volta la via di Mignanego. Il servizio è tuttavia terminato il 9 Agosto e dopo il periodo estivo dovrebbe quasi sicuramente riprendere nuovamente in carico a FS Cargo, che utilizzava e utilizzerà le sue D.145 di Genova Rivarolo. Attendiamo per ora eventuali novità in casa SFM, dopo l'ultima ricevuta poche settimane fa: la divisione cargo delle DB Railion ha acquisito il 95% di SFM, in previsione di conquistare fette di mercato nel nuovo panorama merci italiano.