Linee : Luino - Gallarate

La Luino-Gallarate è una linea elettrificata a binario unico che collega l'asse del Sempione in direzione Milano ad uno dei più vicini punti di confine con la rete ferroviaria svizzera. L'orario ufficiale la riporta al quadro 160. La sua lunghezza effettiva è di 47 km: dal bivio posto appena a nord dello scalo gallaratese al capolinea italiano del servizio Trenitalia. Le corse passeggeri su questa tratta sono in coincidenza con il servizio Suburbano da Pioltello-Milano diretto a Varese e Porto Ceresio, in modo da impiegare le elettromotrici - quasi gli unici mezzi dedicati - in un turno rapido e facile che le impiega solo sui 47 km della linea, senza toccare la metropoli. Le ALe impiegate ormai da molti anni sono esclusivamente ALe.582 e rimorchi, giunte sui binari della tratta dopo una parentesi di ALe.724, a loro volta arrivate in sostituzione di ALe.803 e anziane E.623. I treni formati da locomotore e carrozze sono da anni una rara eccezione, come accadde nel 1998 quando - a causa di molte ALe.582 indisponibili per manutenzione o istallazione dell'aria condizionata - tutti i treni passeggeri erano giornalmente appannaggio di E.636 ed E.424 con carrozze UIC X o anni '50. Una spiacevole complicazione per la gestione del traffico, a causa soprattutto delle manovre da eseguire nello scalo luinese, sotto la catenaria divise in tratti a 3000Vcc, sezione neutre e corrente alternata della parte svizzera. Da Gallarate alla stazione di Laveno i treni corrono in un paesaggio collinare molto boscoso, attraversando località turisticamente interessanti e paesi molto popolosi. Poco prima di Laveno, in località Sangiano, il binario singolo della nostra linea si affianca a quello elettrificato proveniente da Sesto Calende e da Oleggio/Novara. Da Sangiano a Laveno, sotto il lungo tunnel di Monbello, i due binari corrono affiancati ma comunque gestiti come linee ben separate. Nell'ampio scalo di Laveno le due tratte si riuniscono e ancora a binario singolo i treni proseguono sul lungo lago con destinazione Luino. Qui i treni italiani arrivano a pantografi abbassati per gravità fino al loro piazzale di pertinenza. I convogli passeggeri vengono ricevuti sui primi 3 binari: le ALe in composizioni di massimo 3 pezzi si fermano restando nella zona di piazzale con alimentazione aerea italiana, gli unici due treni con materiale navetta si spingono invece poco oltre, necessitando della manovra con 245 al momento della piazzatura al binario di partenza. I treni merci invece arrivano col sistema predetto nei binari del fascio merci di fronte alla stazione, già in zona doganale, oppure vengono ricevuti sui pochi binari che aggirano i vecchi magazzini e le vecchie rampe per il carico del bestiame, ora inutilizzate. Qui i locomotori vengono scartati necessariamente con l'ausilio di un 245 e riportati in trazione nella parte di piazzale italiano, mentre le loco svizzere prendono in carico i convogli direttamente. Ovviamente la stessa manovra ma invertita avviene quando giunge un treno merci dalla Confederazione. La tratta oltre Luino è ancora in territorio italiano fino a Pino-Tronzano, ma tutta l'impiantistica e la segnaletica sono già di tipo svizzero. Le stazioni di Colmegna, Maccagno e Pino sono presenziate da Dirigenti Movimento italiani. Fino ai recenti sviluppi di privatizzazione e deregulation in campo ferroviario, tutti i servizi merci erano in carico a mezzi FS, con locomotori di ogni tipo: dalle E.428 alle E.402B, passando per E.626, E.636, E.645, E.633. La frequenza di convogli merci in transito è sempre stata pari ad una linea principale, gestita con abilità fin quando ogni stazione era presenziata e attrezzata con Blocco Manuale. Incroci e precedenze erano resi semplici dalla ampiezza dei piazzali di molte stazioni: Ternate, Mornago e Laveno. L'unico servizio di merci a tradotta si attestava - e lo fa ancora oggi - a Ternate, dove c'è un raccordo con una fabbrica di elettrodomestici, servita da una coppia di treni a cadenza trisettimanale. Poi nel corso degli ultimi anni '90 è intervenuta la modernizzazione del sistema di gestione, che ora è in DCO, la "razionalizzazione" dei piazzali con la politica della "rete snella" e via discorrendo. La catenaria però rimane ancora quella degli anni '50 e solo fra breve inizieranno i lavori per una sua sostituzione. Nel frattempo tutte le stazioni eccetto Laveno sono state impresenziate e il traffico merci è cresciuto a livelli da record. Su una linea con queste limitazioni di struttura transitano non meno di 90 merci al giorno, senza nessuna pausa di orario. Il traffico in arrivo dalla Svizzera è per lo più di casse container o semirimorchi stradali, in maggioranza destinati proprio allo scalo di Gallarate per i treni FS o a quello intermodale di Busto Hupac per i treni gestiti da altri operatori. Questa è infatti la novità più rilevante degli ultimi 2 anni: l'apertura ai privati dettata dalla UE in tanti settori ha permesso - dopo molte lungaggini burocratiche - che le ferrovie svizzere tramite la loro società Swiss Rail Cargo / SBB Cargo Italia e che quelle tedesche tramite Railion (per l'Italia già SFM) abbiano ora libero accesso ai due scali intermodali citati in precedenza. Si assiste quindi ad una forte concorrenza nei servizi fra i vari operatori, che anche a causa di una politica straniera agguerrita ha già fortemente minato la capacità di FS Cargo su questa tratta ferroviaria. Le locomotive di SBB Cargo - prima con le timide apparizioni delle Dispolok giallo/blu gruppo E.189 poi con le Re.484 di SBB in rosso/blu - e quelle di Railion (esclusivamente G.2000 Vossloh) sono ora parte del panorama ferroviario della zona, finalmente vivacizzato nei colori dopo l'estendersi dell'ospedaliero schema xmpr. Prima dell'avvento di queste nuove locomotive solo i treni delle FNM ravvivavano le immagini scatate in un viaggio fotografico qui in zona. Ricordiamo infatti che a Laveno ha anche termine la linea da Milano/Varese delle FNME, che proprio a Laveno hanno un breve binario in curva di raccordo con la rete FS. Analizziamo ora le possibilità fotografiche offerte da questi 47 km di ferrovia. Partendo da Gallarate - il cui ampio scalo permette già buone inquadrature alla mattina e fino alle 14.00 - la prima stazione che incontriamo, dopo un unico buio trincerone di alberi e rovi in cui corre la linea, è Besnate. Il fabbricato è molto bello, il binario è unico e sono possibili inquadrature sia dal basso che dall'alto della strada parallela alla linea. Luce consigliata dalle 10.00 alle 15.00. Successivamente si arriva alla stazione di Mornago-Cimbro. Questa era dotata di 3 binari fino a fine anni '90. Ora quello centrale è stato soppresso e coperto da un largo invadente e orrido marciapiede di piastrellone autobloccanti, molto simile a quelli in uso su linee metropolitane... Peccato perchè il FV è ancora molto affascinante, con scritte vecchie e infissi originali. Luce consigliata alla mattina, dalle 10.00 fino alle 12.00. Da qui fino alla prossima stazione di Ternate sono da segnalare solamente un punto in linea presso un cavalcavia agricolo e un viadotto appena prima dell'ingresso nella cittadina di Varano Borghi. La stazione di Ternate è invece una delle pochissime sicuramente degne di visita: bel fabbricato, piazzale ampio, qualche albero e parecchi scorci possibili in tutte le direzioni. I treni transitano sul terzo binario oppure incrociano sul primo: il secondo è utilizzato di rado solo dalle manovre della tradotta al locale raccordo. La luce migliore è dalla mattina presto fino alle 12.00. Un PL prima della stazione e la buona visibilità sui segnali di partenza fanno di questa stazione un sicuro punto fotografico. Da qui fino a Laveno i punti decenti mancano completamente: le fermate di Trevedona e Besozzo sono poco più che caselli molto nascosti fra frasche e alberi, così come la linea del resto. Solo prima di Sangiano - altro casello adibito a fermata - c'è un breve prato per una foto un pò laterale, ma senza nessuna pretesa. Poco dopo la fermata si affianca il binario da Sesto Calende che fra l'altro è utilizzato esclusivamente da merci in salita e da nessun treno passeggeri. Fino al portale sud della galleria di Mombello ci sono alcuni punti dove poter appostarsi lungo il falso doppio binario, ma anche qui tutto si riduce a possibile uso di teleobiettivo. La strada statale aggira il Monbello e conduce appena oltre alla stazione di Laveno, rimanendone però a est. Appena arrivati in prossimità della stazione, dalla statale si stacca un viottolo sulla sinistra che conduce ad un PL poco utilizzato. Appostandosi qui ci si trova appena oltre il portale nord della galleria, con un colpo d'occhio notevole su tutto lo scalo e sul portale stesso. Luce buona tutto il giorno, a seconda della direzione del treno. Lo scalo di Laveno è molto aperto e permette inquadrature di ampio respiro, aiutate dalla presenza di questa bellissima catenaria anni '50. I treni transitano normalmente sul secondo binario. Se ci sono esigenze di sosta o precedenza vengono fermati sul 4° o 5°. Subito sulla destra della stazione parte il binario curva e discesa che porta alla stazione FNM, che viene sovrappassata dalla linea FS appena prima di un ennesimo portale di galleria. Da qui infatti la tratta FS ritorna a binario unico e lo spazio per la sede lungo il lago è ricavato fra gallerie e tratti a mezzacosta, che però non offrono affatto scorci degni di nota. Nei pressi di Castelveccana un ponte stradale consente una ripresa dall'alto con vista del lago, limitata però solo ai treni discendenti e solo fra le 11.00 e le 13.00. Un altro breve scorcio con il lago di sfondo è laterale e stretto fra gli alberi in zona Caldè. Questa località disponde di una fermata, assolutamente da dimenticare. Oltre ancora nulla fino allo scalo di Portovaltravaglia. Questo è stato da poco allungato per consentire la ricezione e la gestione dei merci più lunghi. Peccato che si sia perso coì l'ennesimo angolino fotografico, una volta posto appena a nord degli scambi di ingresso e buono per i treni ascendenti. Da qui fino a Luino non c'è storia: solo il ponte sul Tresa permette uno scorcio laterale, alla mattina con vista lago e al pomeriggio con sfondo della montagna. La grossa stazione di Luino invece è molto bella, ma tutta l'attività più interessante si svolge in posizione scomoda rispetto ai marciapiedi, sui quali è sempre bene rimanere. Meglio portarsi poco più a nord, attraversare il PL di via Voldomino e infilarsi subito a destra in via Carnovali. Da qui si gode un'ottima visuale su tutta la radice nord dello scalo, con le manovre delle loco straniere proprio davanti agli occhi. E.185 DB, Dispolok TX Logistik, Re.484, G.2000 e moltissime altre unità, senza scordare le Re.4/4 e Re.6/6 delle SBB, sono tranquillamente a portata di scatto. Una giornata fotografica da mattina a sera (conviene essere sul posto già dalle 7.30) vi permetterà di portare a casa molti buoni scatti anche in giorni normalmente da escludere: sia al Sabato che alla Domenica i treni sono vari e molto puntuali. Abituarsi ad un giorno di foto lungo questa linea e poi avventurarsi lungo una vicina arteria quale può essere il Sempione può causare forti depressioni! Buone foto!