Treni al porto : Campania

La Campania vanta il record di avere ancora in esercizio due brevi tratte ferroviarie particolari gestite direttamente da FS/Trenitalia che collegano scali merci o stazioni direttamente con un porto o un'installazione portuale. Se infatti in molte altre regioni i collegamenti con aree portuali sono in gestione a società terze (Serfer, CoRacFer o altri operatori) qui sono le macchine da manovra della Cargo a svolgere questi compiti così curiosi e insoliti. Il primo in ordine di importanza e frequenza è il raccordo che collega la stazione di Salerno con il molo di attracco delle navi che trasportano furgoni e autoveicoli oppure containers verso tutto il Mediterraneo. Il servizio su questa linea si effettua tutti i giorni da Lunedì a Venerdì nella prima mattinata. Verso le 6.00 infatti le pattuglie dei Vigili Urbani salernitani sono già impegnate a monitorare la presenza di auto sul binario e la rimozione è immediata. Quando la tradotta si avvicina alla tratta in sede stradale appena oltre l'asta di manovra sono gli stessi Vigili a sbloccare alcuni picchetti e a dare il via libera al treno. Questo in genere è trainato da un 245 e spinto da una D.345 di stanza a Salerno appositamente. Il treno può arrivare ad essere composto fin da 25/30 carri e la D.345 - a secondo delle manovre finora effettuate - può trovarsi in spinta o intercalata in mezzo al treno. Una volta superato l'ostacolo del traffico il treno prende velocità e in un tratto del lungomare protetto da lunghi filari di alberi raggiunge velocità nell'ordine dei 10/12 km/h. Fischiando nei punti più pericolosi, il convoglio attraversa un primo cancello che delimita la zona portuale, affronta poi una curva a destra fra auto parcheggiate e turisti in attesa dei primi imbarchi per Capri e quindi si immette con una curva a sinistra in un varco aperto in un edificio sede di cantiere navale. Ne attraversa il cortile e fuoriesce da un altro varco in un'altra costruzione. Ancora un centinaio di metri in sede protetta e il treno arriva sul molo, dove attende di manovrare all'interno dell'area doganale, restando fermo sugli scambi dello scalo per alcuni minuti. Le due macchine serviranno per smistare i carri carichi sui moli corretti e per ritirare quelli vuoti. Le operazioni sono eseguite molto velocemente, anche per evitare di doversi imbattere nel caotico traffico che di li a poco inizia regolarmente. Quando tutti i carri scarichi sono stati composti in un unico convoglio - quasi sempre avrà il 245 in testa e la D.345 inetrcalata - il treno si muove sul percorso inverso diretto alla stazione di Salerno. Il traffico è in genere molto regolare e sta conoscendo proprio in questi mesi una buona ripresa, con il ritorno delle spedizioni di autoveicoli, sospesi per mesi fino a inizio 2005. La gestione della tirata è molto rapida e fluida perchè regolare e conosciuta da tutti gli abitanti della zona. Il rigore dei Vigili e l'importanza del traffico fanno si che i problemi dovuti a "incagli" siano ridottissimi. Tutt'altra musica nell'altra località oggetto di questo articolo: Castellammare di Stabia. Qui il traffico è molto più saltuario ed è tutto destinato alla Ansaldo-Fincantieri che opera una grossa azienda di costruzione di grandi navi proprio nella zona del porto commerciale della cittadina. Il raccordo di Castellammare genera dal fascio d'ingresso della stazione FS con un'asta da impegnare dopo regresso sulla piena linea. Una volta superato il cancello il binario conduce ai cantieri dopo 4km di percorso semitranviario che ha dell'incredibile. L'effettuazione della tirata verso l'Italsider è conseguenza dell'effettuazione della tradotta Torre Annunziata-Castellammare, normalmente al martedì e giovedì. Il 245 assegnato a Torre A. si occupa di condurre uno o più - fino ad un massimo di 4 - carri speciali tipo "S": carri a carrelli ribassati e con struttura per il trasporto di grosse lamiere d'acciaio alloggiate inclinate. La tradotta dovrebbe arrivare a Castellammare già verso le 8.30. Poi manovra e inizia ad impegnare il raccordo a passo d'uomo. I carri vengono spinti dal 245 e sono presenziati in testa da due manovratori dotati della "pistola" connessa ai manicotti del freno, per comandare l'arresto in casi d'emergenza. Il treno prosegue lungo il mare sul viale della passeggiata, si inoltra in un parco cittadino con una leggera curva a destra. Ne fuoriesce imboccando un breve tratto in curva a sinistra separato da cordolo dalla strada ma comunque invaso da molte auto e dai baracchini di rivenditori di pesce e ostriche. In uno slargo esiste ancora lo scambio che immetteva allo scalo della zona doganale, fuoriuso da una decina d'anni. Il treno prosegue ancora lungo un muro di cinta e - sempre in leggera curva - sbuca sulla banchina del porto commerciale e tuirstico. Qui si deve fare largo fra tavolini e ombrelloni dei molti locali estivi e le gru di sollevamento delle imbarcazioni, che bellamente occupano la sede fino a spostarsi su richiesta dei manovratori. Appena raggiunto il cancello della Italisider la tradotta si ferma e un locomotore a due assi Krupp manovrato da personale Serfer si fa carico dei carri di lamiere. Qui il traffico è molto più saltuario e anche le condizioni del binario possono indurre in inganno circa l'utilizzo di questa tratta. La saltuarità è anche il motivo per cui gli abitanti della zona si sentono autorizzati - e non c'è nessun cartello ad avvisarli - a parcheggiare sui binari o troppo vicino ad essi. La rimozione di un'auto qui non è così veloce come a Salerno, per cui una tirata può rimanere in linea anche per ore, nell'attesa di un carro attrezzi.... Dal momento che il cantiere navale ha recentemente vinto un contratto per la costruzione di 4 grosse navi, il futuro nei prossimi due anni di questa tratta pare assicurato, ma le difficoltà di gestione e la complicazione delle manovre potrebbero indurre Cargo e Italsider a rivolgersi ad altri mezzi di trasporto. Ora la parola alle immagini, a raccontare due viaggi fatti su questi raccordi così particolari e rimasti ultimi in Italia nel loro genere.

 Porto di Salerno
 Porto di Castellammare di Stabia