Il manuale del perfetto fer-fotografo

La recente situazione di allarme che tutti gli stati europei stanno provando a causa dei ben noti fatti terroristici ha causato e continua a causare di riflesso una maggiore difficoltà nella conduzione anche delle cose più banali. Fare una fotografia in un ambiente appena distante dai normali interessi desta subito curiosità e agitazione. Ne sono ben consapevoli gli appassionati di treni, che stanno ultimamente spendendo le loro energie nel far fronte a sempre più frequenti episodi di intolleranza negli ambienti ferroviari. In Italia inoltre Trenitalia ha fatto uscire nel Giugno 2005 una circolare che tende a normare le riprese video e fotografiche con maggiore restrizione di vedute di quanto non fosse previsto prima. Bisogna però specificare che la nuova circolare è - almeno per ora - solamente una normativa interna al gruppo TI, non è quindi pubblicata o resa pubblica, non può quindi essere conosciuta da chi non sia addentro all'ambiente lavorativo delle ferrovie. Le sanzioni che questa normativa prevede si limitano ad un'ammenda pecuniaria che va dai 3,33 ai 10,00 Euro, anche se in nessun punto di questa nuova circolare viene chiarito chi abbia l'autorità ad escutere tale somma da un qualsiasi libero cittadino. Non certo la Polizia Ferroviaria o i CC, perchè secondo altre chiarificazioni avvenute in merito, gli organi ufficiali di polizia non sono al corrente di questa nuova normativa. Fatto salvo questo discorso, bisogna dire che - eccetto casi eccezionali - i ferrovieri nei confronti degli appassionati si sono finora comportati molto bene, andando ben oltre quello che sarebbero le mansioni del loro lavoro. Evidentemente si riconosce, non in modo ufficiale, un certo effetto-immagine all'opera prestata da quelle migliaia di persone che fotografano, studiano, salvaguardano tutto ciò che è storia e attualità delle nostre ferrovie. Se questo fosse lasciato solo come compito istituzionale a Trenitalia - eccetto anche qui rare eccezioni - andrebbe a finire com'è sotto agli occhi di tutti coloro che ne capiscono.... Ben vengano gli appassionati, quindi! Ma.....c'è un ma! E' fuori di dubbio che se non si chiarisce fra di noi quali siano le maniere giuste per rapportarsi col mondo dei treni rischieremmo di auto-rovinarci per l'opera scellerata di pochi ebeti della rotaia. Essere appassionati di ferrovia (più brevemente "apafer" o "apatras") non significa fare ciò che si vuole in una stazione. Non significa disturbare persone che stanno lavorando. Non significa creare situazioni di pericolo solo per la propria curiosità. Non significa farsi del male per la propria incoscienza. Ecco quindi che viene quasi naturale cercare di chiarire alcuni punti base sul "corretto comportamento" da tenere quando si è in giro a fare i "turisti della rotaia". Questi pochi consigli non vogliono essere il verbo, ma sono semplicemente dettati da un pò di esperienza sul campo e sono principalmente diretti a coloro siano alle prime armi con questa folgorante passione fer-fotografica.

Fare fotografie in una stazione

State entrando in casa d'altri. La scusa che in realtà è un luogo pubblico non regge, a meno che non vi siate procurati un qualsiasi biglietto ferroviario, che vi autorizza a rimanerne all'interno. Siccome in genere non spendiamo un capitale in biglietti solo per curiosare sui marciapiedi, allora dovremo avere un occhio di riguardo. Se la stazione è molto grande e affollata probabilmente non avrete problemi e potrete scattare fotografie senza che nessuno venga a guastarvi la festa. Se la stazione è piccola o poco movimentata allora sarete delle mosche bianche. Conviene in questo caso presentarsi subito dal Dirigente Movimento a chiedere che fare. Presentarsi in U.M. vuol dire nell'ordine bussare alla porta, chiedere permesso, se il Dirigente è al telefono aspettare che abbia finito, salutare specificando chiaramente che siete appassionati, chiedere la cortesia di poter fare qualche foto ai treni in transito o sosta. La risposta che otterrete sarà in genere positiva, al massimo vi tratteranno con sufficienza, ma il vostro scopo è quello di fare foto e del resto non vi interessa. Se il Dirigente è una persona squisita come ne ho incontrate tante inizierà un dialogo interessante con voi che potrebbe portare ad alcuni favori molto importanti: sapere del passaggio di qualche treno merci, sapere orari di manovre e raccordi, etc... Rispettando sempre l'iter di cui sopra, oltre a presentarvi, potreste già chiedere informazioni su merci e orari. Se lo avrete fatto col giusto tatto ne otterrete sicuramente vantaggio. In certi casi pur avendo ottenuto il permesso, è meglio indossare un gilet ad alta visibilità - va bene anche quello dell'auto - in modo che sia chiara la vostra presenza anche a chi è a bordo di un treno e ovviamente non sa dei vostri accordi con il Dirigente. Questo atto dell'indossare il gilet ad alta visibilità è una pratica inglese, americana e teutonica in genere ed è sempre molto apprezzata: in fin dei conti non avete nulla da nascondere, fatevi vedere bene quindi! Se la stazione dove vi trovate è disabilitata ma presenziata vuol dire che non potreste nemmeno essere lì: è area ferroviaria non aperta al pubblico. Chiedere è quindi d'obbligo. Se la stazione invece fosse impresenziata, l'unica linea da seguire è quella del buonsenso, senza esagerare della possibilità di appostarvi dove meglio volete. Ogni altro modo di fare è sconsigliabile e potrebbe portare a spiacevoli situazioni.

Fare fotografie in un Deposito

Entrare in un deposito locomotive è da sempre il sogno di ogni appassionato, ma da sempre è anche il luogo più interdetto al normale pubblico. Se non si è in possesso della regolare autorizzazione - e con la divisionalizzazione delle FS sapere a chi richiederla è un'impresa - l'unica speranza è la bontà d'animo del responsabile al quale si è assolutamente obbligati a chiedere. In alcuni impianti esiste una portineria all'ingresso, in altri l'accesso pare libero. In ogni caso bisogna presentarsi e esternare la propria richiesta alla prima persona che ci si presenta. Bisogna chiedere sempre di poter parlare con un Responsabile , un Capo Deposito o un Capo Piazzale. Sarete indirizzati verso l'ufficio di questa persona, al quale vi presenterete come foste di fronte al Dirigente di cui sopra. Quindi stesso tatto e stessa cortesia, spiegando che le foto che volete fare sono per vostro uso personale, per hobby e non per utilizzo professionale. Se siete abbastanza furbi potete - al momento giusto - sfoderare qualche vostra conoscenza in materia (nominare gruppi di loco ai quali volete fare foto, accennare ad argomenti quali turni, accudienze, accantonamenti, etc...), in modo che il vostro interlocutore capisca che ha a che fare con un vero appassionato e non con un giornalista, mediamente mal informato sull'argomento. Se la risposta fosse negativa, non ci sono "ma" e "se" che tengano: il territorio è proibito e l'unica vostra possibilità è uscirvene con la coda fra le gambe. Se la risposta fosse positiva l'unica raccomandazione è di girare nel DL con assoluta calma, senza mosse brusche, corse, scatti....tutti movimenti che possono causare un'inutile agitazione nel personale di macchina e di officina. Occhio alle fosse di visita e alla gran quantità di olio presente sul suolo! Al momento di uscire - come d'altronde andrebbe fatto anche quando abbandonate una stazione dove vi è stato consentito di fare foto - è un'ottima cosa ripassare da colui il quale vi ha concesso la visita per ringraziarlo. In molti casi è utile chiedere indirizzo e nome a cui magari spedire qualche stampa delle foto fatte, un regalo da sempre molto gradito da ogni categoria di ferroviere.

Fare fotografie in linea

Qui è tutto molto più facile. Se vi appostate in un campo, lungo una strada, su una collina i problemi non ci sono. Il suolo su cui poggiate il vostro armamentario non è di Trenitalia e potete relativamente farci quello che volete. Al massimo potrà arrivare il contadino o il proprietario di casa a chiedervi cosa diavolo state facendo. Anche qui, basta spiegare la situazione e tutto si risolve in fretta. Se siete in auto è ottima cosa parcheggiare in modo da non occupare la viabilità su quel terreno e magari essere costretti a spostare l'auto proprio mentre passa il vostro treno preferito. Assolutamente non da fare è l'abbandonare rifiuti di ogni genere su quel terreno, soprattutto che possano collegare la presenza di un fotografo alla sporcizia del luogo. Ricordo anni fa negli USA che uno dei più bei posti fotografici del Nord America fosse diventato off limit a causa della molta sporcizia che alcuni appassionati americani lasciavano sul posto, causa della rabbia del proprietario del terreno. Questi fece impiantare una rete metallica intorno al suo terreno rendendo impossibile ogni altra fotografia.... Ci sono tuttavia alcune località dove piuttosto che dialogare è necessario scappare, ma questo dipende solo dal livello di ignoranza o cultura che la persona che abbiamo di fronte dimostra. Potreste avere problemi se vi appostate in un campo o collina e nella vostra inquadratura rientra una qualche istallazione militare, quindi attenzione a scegliere prospettive e punti. In molti casi - visto l'allarme generale di cui si parlava all'inizio - qualche "bravo cittadino" si sentirà minacciato dalla presenza di una o più persone ferme in mezzo a un campo con macchine fotografiche in mano, quasi foste terroristi in perlustrazione. La conseguenza è una sicura telefonata ai Carabinieri o alla Polizia più vicina. Di fronte alle forze dell'ordine l'atteggiamento che funziona sempre è la calma: mostrate senza timore i documenti e spiegate cosa state facendo. Certo, avere con se una copia di una rivista o qualche foto fatta in altre occasioni aiuta sempre. Troverete addirittura agenti compiacenti, che iniziano con voi una tranquilla discussione su macchine fotografiche e obiettivi o addirittura sui treni! Se invece la vostra necessità fotografica vi impone di stare molto vicini al binario in piena linea, ricordatevi sempre di mantenere comunque una certa distanza di sicurezza. Considerate gli spostamenti d'aria e - purtroppo - l'acqua di scarico dei gabinetti a bordo! Qui più che altrove è molto positivo l'utilizzo del gilet ad alta visibilità, che tra le altre cose vi farà apparire agli occhi dei "bravi cittadini" di cui sopra come persone addette alla ferrovia, magari operai. Infine è sempre bene - all'avvicinarsi del treno - mostrare in lontananza che si tiene in mano una macchina fotografica, se per esempio lo scatto che dovete fare è alla coda di un treno che vi arriva in controluce.

Altre note

Ricordate infine che il cavalletto o treppiede o monopiede può essere usato solo in caso di foto in linea. In stazione o Deposito senza autorizzazione sarete sicuramente soggetti a rotture di scatole. In linea generale basta che vi ricordiate sempre che quello che per noi è una passione o un hobby, per chi ha a che fare tutti i giorni con i treni è un lavoro. E' tenuto a seguire delle regole e rischia di suo se permette di far infrangere regolamenti a chiunque non sia dell'ambiente. Quindi tutto ciò che ho potuto fotografare nell'arco di questi 17 anni è solo grazie a chi me l'ha permesso, nonostante i vari episodi all'eccesso che non devono comunque mai farvi desistere: fare foto ai treni è una passione bellissima e coinvolgente e vi permette di viaggiare e conoscere moltissimi posti diversi e persone diverse che probabilmente non avreste mai immaginato, al di là di portare a casa tanti bei ricordi dei vostri soggetti preferiti.